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22/12/2007
60° della Costituzione, il sindaco Domenici: "Aggiornare la nostra carta non significa alterarne i principi fonamentali"
"Non ha senso discutere oggi se la nostra Costituzione è vecchia o meno. Come ha detto il presidente Napolitano, qualche ruga c’è, e dunque c’è il bisogno di aggiornarla: ma senza alterare né mettere in discussione i suoi principi fondamentali, che restano validi e che costituiscono i pilastri della nostra democrazia”. E’ questo il cuore dell’intervento del sindaco Leonardo Domenici, che stamani nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio ha aperto le celebrazioni per il 60° anniversario della Costituzione italiana, con una cerimonia che quest’anno ha coinciso con gli auguri alla città. La seduta conclusiva dell’Assemblea Costituente si tenne il 22 dicembre 1947: “Per questa coincidenza – ha ricordato il sindaco – abbiamo deciso di cambiare la tradizione degli auguri natalizi, e ricordare un momento importante della nostra storia. E avervi qui stamani – ha continuato Domenici rivolto agli oltre 400 ragazzi che affollavano il Salone – è il modo migliore per celebrare la nostra Costituzione”. All’iniziativa hanno infatti partecipato studenti provenienti dal Liceo Dante, dal Gramsci, dall'Istituto d'Arte, dal Gobetti, dal Botticelli Puccini, dal Galileo, dal Michelangiolo, dal Castelnuovo e dall'Istituto Salesiano dell'Immacolata. “Nella nostra Costituzione – ha detto il sindaco – c’è lo sforzo di mettere al centro la ‘persona umana’: non l’individuo, ma la persona intesa come soggetto che entra in relazione con gli altri e con il mondo”. Domenici ha ricordato la grandezza e l’attualità di alcuni articoli fondamentali della Carta, sottolineandone la “laica sacralità”: ad esempio l’articolo 3 (“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali..); l’articolo 11 (“l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”); l’articolo 13 (“La libertà personale è inviolabile..”). “Mi auguro che il 2008 sia l’anno in cui sia possibile trovare soluzioni avanzate per il nostro paese, che rendano le nostre istituzioni più trasparenti, efficienti, più capaci di decidere le cose e portarle avanti. Viviamo una situazione difficile. Per questo c’è bisogno di scelte impegnative, di uno scatto in avanti, di un progetto vero di rinascita del paese che non guardi solo all’immediato, ma alla prospettiva; perché l’Italia torni non solo a camminare ma anche a correre, e torni ad investire sul futuro. E’ questo che oggi ci manca: la possibilità di avere fiducia nel nostro futuro. Per questo, c’è bisogno di cambiamento e di innovazione; ne abbiamo bisogno per il paese, ne abbiamo bisogno per le nostre città. Non è facile innovare, cambiare: ma le città sono organismi vivi, che se non cambiano, se non accettano la sfida di rimettersi in discussione rinnovarsi, prima o poi declinano e muoiono”. “Abbiamo quindi il dovere di tornare a guardare al futuro – ha detto ancora Domenici - E spinta fondamentale possiamo trarla anche volgendo lo sguardo al passato, guardando a 60 anni fa, allo spirito che c’era quel 22 dicembre 1947, ascoltando il messaggio di coloro che approvarono la nostra carta Costituzionale. Il mio augurio per questo natale 2007 – ha concluso il sindaco - è che insieme, con le idee diverse di ciascuno, si sappia guardare avanti e avere il coraggio di individuare obiettivi importanti e condivisi, per lo sviluppo della nostra città e del nostro paese”. Dopo l’intervento del sindaco, la cerimonia è proseguita con una serie di letture a cura di ‘Occupazioni farsesche’, con brani tratti dagli scritti di Nenni e Saragat e degli estratti dai verbali della seduta conclusiva dell'Assemblea Costituente, quando parlarono Terracini, La Pira, Togliatti, Marchesi, Calamandrei, Ruini e De Gasperi. L'evento, che si è concluso con il brindisi augurale nella Sala d’Arme, è stato realizzato dal Comune in collaborazione con la Fondazione la Pira e la Fondazione Spadolini Nuova Antologia. (ag)

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