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27/12/2007
Tramvia, Razzanelli (UDC): «Fare subito chiarezza sui comizi referendari»
«Non si capisce quale sia la norma che prevede la convocazione dei comizi referendari nei referendum consultivi previsti dallo Statuto». E’ quanto ha dichiarato il capogruppo dell’UDC Mario Razzanelli. «Il regolamento comunale – ha aggiunto – fa riferimento solo al fatto che deve essere il Sindaco a fissare la data del referendum. E questo adempimento assomiglia molto alla convocazione dei comizi elettorali che, invece, secondo l’amministrazione comunale vengono convocati solo 40 giorni prima della data referendaria. Nel procedimento elettorale le campagne elettorali si aprono nel momento in cui si fissa la data della consultazione. Il punto però è anche un altro: l’amministrazione rappresenta tutti i cittadini, siano essi favorevoli o contrari alla tramvia. Pertanto, il Comune non può rinunciare a rappresentare i cittadini contrari alla realizzazione della tramvia con una campagna di comunicazione che rende inutili i loro sforzi. Ma deve rispettare le regole della par condicio, che hanno una sostanza etica che un’amministrazione è chiamata a rispettare». «Simili osservazioni – ha sottolineato il capogruppo dell’UDC - prescindono da quel macro spot rappresentato dal ‘pezzetto’ di tramvia che dalla Fortezza è stato spostato in piazza della Repubblica. Anche in questo caso, l’amministrazione ha consentito a una parte di dare risalto alle proprie idee, senza offrire una simile possibilità anche al partito dei contrari. Quindi il Comune farebbe bene a tener presenti fin da subito le osservazioni del Corecom, che ha ricordato all’amministrazione che non si può fare campagna referendaria dopo la convocazione dei comizi elettorali, che secondo me sono iniziati dal giorno in cui il sindaco ha fissato la data del 17 febbraio per la convocazione del referendum». «La campagna – ha concluso Razzanelli - prevede spot audiovisivi destinati alla programmazione nelle sale cinematografiche e trasmissioni radiotelevisive da mandare in onda su alcune emittenti locali. Ebbene: il Corecom ha ricordato all'amministrazione che il comma 1 dell'articolo 9 della legge 28/2000 recita che ‘dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni’. Peccato però che il Comune abbia programmato spot e trasmissioni fino al 30 gennaio». (fn)

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