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20/12/2007
Bilancio previsione, Checcucci (AN): «Rispecchia una città che naviga a vista nei settori strategici»
«La “normalità” che il sindaco ha definito appartenere a questo bilancio assomiglia molto alla mediocrità in cui è piombata Firenze». E’ quanto sostiene la consigliera Gaia Checcucci «E’ un bilancio che rispecchia una città – ha aggiunto l’esponente del centrodestra - che, come ricordato dalla classifica de “Il Sole 24-Ore”, non vola, ma anzi naviga a vista soprattutto in settori strategici. E’ una città talmente “normale” che le tariffe non diminuiscono, anzi rischiano di incrementare tutte e tutte insieme dal prossimo anno a causa delle non scelte della politica in materia di servizi pubblici e di governo del territorio. Penso all’ inevitabile aumento esponenziale della tariffa igiene ambientale a causa della mancata realizzazione del termovalorizzatore. Che dire, poi, dell’ “anormalità” di chi, come il Comune di Milano ha abbassato l’Ici sulla prima casa? Scelta che Firenze, evidentemente, non ha ritenuto di dover compiere. E’ una città che dovrebbe avere un bilancio straordinario e che invece presenta condizioni anche di indebitamento e di gestione dello stesso che necessitano di chiarezza e di un momento di riflessione serio e documentato». «L’indebitamento a carico del Comune al primo gennaio 2008 – ha spiegato Gaia Checcucci – tenuto conto dei mutui che verranno contratti nel mese di dicembre 2007, ammonta a 466 milioni euro ed è composto per il 32% da mutui e Boc a tasso fisso e per il 68% da mutui Boc a tasso variabile. Per quanto riguarda la gestione di quest’ultimo e, in particolare, i prodotti derivati che il Comune ha sottoscritto, i famosi “Swap”, nonostante le rassicurazioni dell’assessore, il livello di “sofisticazione” dei contratti e la complessità delle regole di indicizzazione rendono particolarmente complessa la valutazione di questi strumenti sia in termini di profilo di rischio sia in termini dell’effettivo valore economico della transazione. Queste operazioni a volte risultano formalmente vendute dalle banche a costi vicini allo zero, ma in realtà esse incorporano delle perdite “implicite” nelle condizioni applicate dalle controparti bancarie ai Comuni». «Se un Comune volesse estinguere anticipatamente l’operazione – ha ricordato la consigliera di AN - dovrebbe sostenere un costo pari al valore attuale delle sfavorevoli condizioni del contratto. Alla luce dei sette diversi contratti in derivati che l’amministrazione ha stipulato, e che impegnano non poco le generazioni future scaricando sulle loro spalle il costo di benefici in termini economici immediati, riteniamo indispensabile un’operazione un’attività di “due diligence” effettuata da parte di una società di consulenza, che abbia maturato esperienze nei mercati finanziari internazionali, che sia specializzata nell’analisi dei rischi degli strumenti finanziari derivati e che sia indipendente nel senso di non aver mai svolto alcuna attività di intermediazione. Con questa relazione i consiglieri ed i cittadini dovranno essere messi a conoscenza dei contratti stipulati e delle loro caratteristiche. Tale stima dovrà essere effettuata in modo da evidenziare le componenti di commissione implicite ed esplicite sostenute dal Comune di Firenze all’atto della stipula dei contratti; la conduzione di una verifica di coerenza tra gli strumenti finanziari cd “derivati” negoziati e la natura delle operazioni d’indebitamento sottostanti; analizzando eventuali operazioni di ristrutturazione di posizioni in derivati di natura pregressa. In tale ambito, sarà necessario valutare i costi impliciti in ogni operazione di ristrutturazione effettuata con controparti bancarie; ed ancora l’analisi del profilo di rischio delle posizioni in “derivati” in essere, in rapporto alle caratteristiche finanziarie delle esposizioni debitorie sottostanti. Occorre una stima del valore di mercato delle posizioni in derivati in essere, attraverso l’implementazione delle metodologie di stima quantitativa utilizzate nella migliore prassi di mercato per giungere ad una stima del “fair value” di ogni contratto, per evidenziare se le posizioni in derivati in essere configurano una situazione di perdita o di guadagno per il Comune di Firenze, grazie alla produzione di una stima effettuata ad opera di un soggetto indipendente. Tutto ciò per individuare eventuali azioni che il Comune potrebbe considerare per modificare le strategie finanziarie in atto, nell’ipotesi che esse non siano più considerate convenienti. Si tratta di una grande operazione di trasparenza e di comunicazione in stile americano che si rende necessaria dopo che, opportunamente, sono stati accesi i riflettori su questa complessa materia. In questa direzione va il nostro ordine del giorno». «Da evidenziare, inoltre – ha concluso Gaia Checcucci - che la “normalità” della nostra città è quella di una realtà in cui l’ offerta culturale, a fronte di una domanda in crescita, è scarsa, insufficiente con un decremento delle presenze nei musei comunali negli anni passati del 5,5% dovuto alla scelta di limitare i giorni di apertura delle varie strutture. Anche per il 2008 le previsioni della domanda sono positive perché Firenze vive di rendita del proprio passato, ma è innegabile che non verrà supportata da una congrua offerta se è vero come vero che nel settore cultura si registra un decremento in termini di spesa di ben 3milioni di euro. A livello nazionale i finanziamenti promessi sono ancora i viaggio da Roma da quasi un anno e le previsioni in Finanziaria non lasciano ben sperare che Firenze abbia il trattamento riservato alle altre città d’arte. La fotografia di come viene gestita la cultura nella nostra città è quella di un assessore che per fare il censimento delle opera d’arte in vista dell’inventario che scade nel 2009, impiega 20 persone, perdendo per strada 800 opere ma trovandone altre che non sapeva di avere e che non ha ancora individuato i consegnatari. Cialtroneria è il termine più adeguato che viene in mente per definirlo- Dove pensa di volare una città così amministrata?». (fn)

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