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20/12/2007
Bosi (FI): «La cultura “Cenerentola” del bilancio comunale»
Questo il testo del'intervento del consigliere di Forza Italia Enrico Bosi: «Ogni anno che passa la breve relazione introduttiva dei dati di bilancio della politica culturale del Comune di Firenze si immiserisce sempre di più lasciando per strada i pochi buoni propositi e gli scarsi impegni degli anni precedenti e dimostrando invece la progressiva caduta di attenzione nei confronti di una materia, quale la cultura, che dovrebbe invece avere a Firenze un posto di tutto rilievo ed un’attenzione costante dei suoi amministratori, per il semplice e non unico motivo che la città è già di per se un perenne evento culturale. Invece dai dati numerici emerge che le risorse previste per il 2008 per la cultura sono diminuite di oltre un milione di euro rispetto alle cifre indicate nel preventivo 2007, il quale dato fa arretrare ulteriormente Firenze nell’ideale classifica dei comuni che destinano risorse, più o meno ampie, alla cultura. Poi si notano cancellazioni di programmi secondo un cliché già sperimentato negli anni precedenti. Faccio un esempio. Firenze–card che compariva nella relazione previsionale del 2007 in quella 2008 non compare: che fine ha fatto? Nel 2007 erano preannunciate iniziative di alto livello scientifico per le Celebrazioni Galileiane: vorrei conoscere quali e soprattutto vorrei sapere a che punto è la predisposizione del programma cui attende da anni un apposito comitato. Ovviamente dei centenari di altri benemeriti della cultura non si fa il benché minimo cenno. Nella relazione 2008 si accenna a due eventi culturali sui quali forse l’Amministrazione dovrebbe stendere un velo pietoso: FirenzeEstate alias Fi.Esta e Italia Wawe. Per Fi.Esta e Italia Wave, sono stati spesi 2milioni e 250mila euro – di cui 1milione di euro per Italia Wave, 1milione e 250mila per Fi.Esta. Senza dimenticare una precedente variazione di bilancio, di 535mila euro: in questo mondo sono state trovate risorse per FiEsta distraendo fondi in precedenza destinati al Gabinetto Vieusseux e al Teatro Comunale. A Italia Wave la Regione ha garantito 1milione di euro, la Provincia di Firenze 100mila euro e il Comune di Firenze 750mila euro. Pochi ed esigui i finanziamenti privati alla faccia dei tanto decantati meriti manageriali dei Direttori Pelù e Valenti che poi si lamentano pure. Gravi i deficit contratti dalle due iniziative per una delle quali, Italia Wawe (quello del 2007 beninteso) il Ministro Rutelli, su richiesta del Comune, ha devoluto una tantum 700mila euro pronta cassa. Di altri programmi od obiettivi culturali neppure un accenno anche perché gran parte della relativa illustrativa del preventivo 2008 è dedicata alle spese per il monitoraggio, la prevenzione, la manutenzione ordinaria e straordinaria ed il restauro di beni architettonici, artistici, documentari e librari. Finalità benemerita. Peccato però che neppure in questo settore il Comune sia propriamente virtuoso: mancano infatti i soldi per restaurare il tetto di Palazzo Vecchio ed il glorioso Biancone. Ci dispiace fra l’altro rilevare la mancanza tra gli obiettivi di un programma locale per le Celebrazioni del Centenario dell’Unità d’Italia. Spero tuttavia che si provveda al più presto, anche se il Ministero ha stanziato 30milioni di euro per l’auditorium. E’ probabile che ormai per alcuni decenni l’impegno finanziario del Comune sia totalmente assorbito dalla famigerata tramvia. Tanto da far dimenticare che anche il Governo Prodi è stato avaro con Firenze ed il suo patrimonio culturale pur avendo a disposizione l’ormai mitico “tesoretto” e pur avendo fatto mille promesse, mai mantenute, per bocca del Ministro dei Beni Culturali. Voglio ricordare, infine, che la Quinta Commissione Consiliare nella seduta del 13 dicembre u.s. ha espresso la raccomandazione alla Giunta di destinare i risparmi di spesa provenienti dalla dismissione dell’ITI e del relativo personale ai competenti settori dell’Amministrazione che li hanno prodotti, Pubblica Istruzione e Cultura, dando così un segnale di attenzione verso la Cultura maggiore di quello che traspare dalle pagine del presente bilancio». (fn)

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