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19/12/2007
Razzanelli (UDC): «Ecco la verità sui costi della tramvia»
«A ‘dare i numeri’ sono il vicesindaco Matulli e l’assessore Biagi». Non ha dubbi il capogruppo Udc al Comune di Firenze che stamani, in Palazzo Vecchio, ha ribattuto «punto per punto ai dati su costi e benefici della tramvia presentati lo scorso 13 dicembre». «Non è vero – ha detto Razzanelli - che il costo della linea 1 è salito da 168 a 198 milioni di euro. Quella linea è passata da 122 milioni, prezzo stimato del progetto nel 2000, a 226. Sì, perché la cifra è lievitata nel 2003 a 168 milioni, che quest’anno sono saliti a 198. E a questi vanno sommati quei 28 milioni comprensivi dei circa 16 per interventi di miglioramento e riqualificazione e dei circa 12 per oneri Ataf». «Quanto ai soldi che dovremo sborsare all’esercente – ha aggiunto il capogruppo dell'UDC - si passerà dagli attuali 800mila euro annui, che rappresentano i costi delle linee 15 e 16 dell’Ataf, agli 8 milioni e mezzo che sborseremo con la messa in esercizio della linea 1 che, quindi, avrà un costo pari a 11 volte di quello delle linee Ataf Firenze-Scanidicci. Oltretutto, dal primo gennaio 2008 il Comune dovrà corrispondere all’esercente una penale di 750mila euro per ogni mese di ritardo nella consegna dei lavori. E considerato che il ritardo stimato è di 24 mesi, ecco che siamo già a 18milioni di penale. Che pagheremo noi cittadini, ovviamente». «La cosa scandalosa – prosegue Razzanelli, - è che l’entità della penale è superiore al costo mensile d’esercizio, dato che è pari a 708mila euro. E non dimentichiamoci che le linee 2 e 3, per ora, costano 600milioni di euro. Cifra che raddoppierà col completamento delle linee. Insomma, 1200 milioni di euro sarebbero più che sufficienti per realizzare il micrometrò progettato dall’Università di Firenze. «Lo scorso 3 dicembre, in consiglio comunale - ha ricordato l’esponente del centrodestra - il vicesindaco Matulli ha detto che l’amministrazione è abbastanza vicina a definire il modello matematico per effettuare le simulazioni e scoprire i punti critici della tramvia. Il 28 novembre, sempre secondo il vicesindaco, si è fatto il punto della situazione e entro l’anno dovremmo riuscire a definire il modello da simulare». «Non è possibile - ha commentanto Razzanelli - che si stia realizzando una tramvia senza conoscerne gli effetti sul traffico. E’ da brividi che si stia organizzando soltanto ora lo studio matematico dei flussi. Certi studi, che servono a stabilire la fattibilità di un progetto, vanno fatti prima di approvarlo, e sicuramente prima di appaltare i lavori. Adesso cosa succederà se da questi studi si capirà che la tramvia non è sostenibile? E che dire poi del fatto che gli amministratori si ostinino a dirci che con la tramvia il traffico diminuirà? E’ un dato di fatto che là dove passerà la tramvia il traffico sarà destinato a aumentare, perché la carreggiata riservata alle auto sarà ristretta. Senza poi pensare al tappo di piazza della Libertà e della Fortezza di fronte al quale si troveranno tutte le persone che, venendo da Firenze sud e est, si troveranno imbottigliate in una bolgia infernale». «Infine – ha ha concluso il capogruppo dell'UDC - l’inquinamento acustico non diminuirà, perché il rumore provocato dalla tramvia si sommerà a quello delle auto che, nelle strade al di fuori del centro, continueranno a circolare accanto a questo treno. E piazza Duomo deve essere pedonalizzata: non ci devono passare né bus né treni». (fn)

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