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28/12/2005
Presentato il “bilancio” del consiglio comunale: in un anno svolti 458 argomenti
Quarantacinque sedute e 458 argomenti svolti. Questi i principali dati del “bilancio” 2005 del consiglio comunale presentato oggi dal presidente Eros Cruccolini e dalle vicepresidenti Bianca Maria Giocoli e Rosa Maria Di Giorgi. In particolare l’assemblea di Palazzo Vecchio ha trattato 278 interrogazioni (erano 317 quelle presentate), 88 interpellanze (su 106 presentate), 68 mozioni (su 117 presentate), 19 risoluzioni (su 28 presentate) e 107 ordini del giorno. Interrogazioni e interpellanze insieme rappresentano il 60,5% del totale degli atti presentati dai consiglieri. Le delibere approvate dall’assemblea sono 120: di queste 16 erano state presentate dai consiglieri comunali. La percentuale delle presenze di questi ultimi alle sedute è del 91,82%. «Nel 2005 abbiamo ricollocato all’interno di Palazzo Vecchio i gruppi consiliari - ha sottolineato il presidente del consiglio comunale – entro il febbraio del prossimo anno anche i Comunisti Italiani avranno, come gli altri, una nuova sede dove lavorare in maniera proficua. Abbiamo voluto anche valorizzare opere d’arte che, altrimenti, sarebbero rimaste nei magazzini e nei caveau del Comune e che ora sono state collocate sia nelle sedi dei gruppi che nel resto di Palazzo Vecchio: si tratta, ad esempio, di alcuni quadri della donazione Strozzi, una miniatura di Palazzo Vecchio, due cassapanche del Seicento restaurate dai falegnami del Comune». «Quanto ai dati – ha commentato Cruccolini – è importante notare l’altissima percentuale delle presenze dei consiglieri comunali alle sedute della nostra assemblea: 91,82%, una media che conferma i dati di agosto grazie ai quali, in un indagine del Sole 24-Ore, il nostro consiglio si collocò al primo posto in Italia. Questo è segno di partecipazione, motivazione, passione e senso di responsabilità da parte dei consiglieri rispetto al mandato conferito dagli elettori. L’assemblea, inoltre, ha sempre cercato di dare ascolto ai cittadini: basti pensare alle tante delegazioni, ad esempio quelle dei lavoratori precari del Comune, dell’Ataf, della Matec, che abbiamo incontrato, grazie anche alla collaborazione di tutti i gruppi consiliari». «Nelle precedenti legislature – ha aggiunto – gli atti di indirizzo come le mozioni venivano praticamente ignorate dalla giunta. Ora, invece, si registra un’importante inversione di tendenza: il 40% degli atti ha trovato accoglienza da parte del governo cittadino. E, per quanto riguarda le interrogazioni, la giunta ha risposto nel 92% dei casi. Senza dimenticare le mozioni, gli ordini del giorno e le risoluzioni approvate che testimoniano l’attenzione del consiglio ai problemi della città. Molte delibere della giunta hanno avuto integrazioni da parte del consiglio, attraverso il lavoro delle commissioni competenti. Tanto per fare un esempio quella sulle società partecipate, grazie anche alla disponibilità dell’assessore Tea Albini, ha avuto modifiche importanti». «Il consiglio, però, ha dimostrato attenzione anche agli argomenti più importanti del dibattito politico nazionale e internazionale – ha concluso il presidente Cruccolini – una delegazione del consiglio si è recata a Locri con il Gonfalone per i funerali del vicepresidente del consiglio regionale Fortungo. E il Gonfalone è stato a Ghedi, alla manifestazione davanti alla base militare che stocca bombe nucleari, all'iniziativa di protesta davanti all’ambasciata iraniana organizzata dopo le dichiarazioni contro Israele del presidente Ahmadinejad ed alla marcia di Natale per l’amnistia. Nel solco della tradizione di La Pira il consiglio ha affrontato argomenti di grande attualità come quello della pace. Uno degli atti più significativi è stato quello di impegnarci sui tempi della povertà, sui “poveri illegali” che sono presenti nelle nostra città. Il consiglio ha dichiarato l’ “illegalità della povertà” ponendosi al centro del dibattito internazionale visto il fallimento degli “Obiettivi del Millennio” delle Nazioni Unite. Importanti, su questo fronte, i rapporti con realtà come la “Rete nuovo municipio”, “Alleanza per il clima” e “Retis”. Infine, ci siamo preoccupati di far conoscere alla città il lavoro della nostra assemblea con un inserto di quattro pagine su "Informa Firenze" edito da Edimedia. Il giornale, che ha una tiratura di 200 mila copie, è distribuito gratuitamente tramite il sistema "porta a porta" a tutti i residenti ed esercizi commerciali. In formato tabloid vuole essere uno strumento di comunicazione che affronta con particolare rilievo ciò che succede nel consiglio comunale». «Di fronte all’efficienza del consiglio – ha commentato la vicepresidente vicaria Bianca Maria Giocoli – spiccano le molte assenze del sindaco di cui si rammaricano, soprattutto, sia l’opposizione di centrodestra che quella di sinistra. Domenici non è mai stato un attore protagonista anche se, come primo cittadino, doveva essere il numero uno del consiglio comunale. Diciamo che si è comportato come quei grandi attori che recitano in un film solo un “cammeo” di pochi minuti. Stesso discorso per gli assessori: davanti al consiglio mai abbiamo visto il governo della città al completo». La vicepresidente vicaria ha espresso anche il suo «rammarico per la mancata riproposizione dei consigli comunali aperti. Si è scelta una strada diversa, ad esempio quella di coinvolgere le commissioni in seminari preparatori ad assemblee monotematiche. Ma non è la stessa cosa. E per temi come quello del lavoro e della casa, più volte rimandato, i consigli aperti si prestano bene». «Da un punto di vista puramente statistico – ha aggiunto Bianca Maria Giocoli – le opposizioni, ma questo è fisiologico, sono quelle che hanno prodotto più atti: su un totale di 700 atti, 457 sono quelli presentati dal centrodestra, 51 quelli dell’opposizione di sinistra e 59 quelli della maggioranza. Infine c’è da sottolineare che troppo spesso leggiamo sui giornali di iniziative della giunta sulle quali, invece, il consiglio dovrebbe essere investito per primo. Un esempio è quello relativo al project financing della Fortezza da basso: solo dopo le ripetute richieste delle opposizioni la giunta ha affrontato la questione davanti alla nostra assemblea». «Quanto alle assenze del sindaco – ha replicato Cruccolini – Domenici ci rappresenta a livello nazionale come presidente dell’Anci. Si tratta di un incarico importante e fondamentale per tutti gli enti locali, compreso il nostro. E lo si è visto durante la discussione della legge finanziaria quando ha rappresentato tutte le amministrazioni, sia di centrodestra che di centrosinistra. In questo ruolo impegna Domenici a tempo pieno e ci sono questioni che lo portano spesso a dover essere presente a Roma. Il suo contributo, però, non viene a mancare rispetto al dibattito politico cittadino: anche ultimamente, alla “conferenza economica dell'area metropolitana fiorentina”, ha dato un importante contributo di idee. Senza dimenticare il nuovo incarico di vicepresidente dell'associazione "Mayors for Peace" alla quale la città di Firenze ha aderito con un’apposita delibera del consiglio comunale. Attraverso il sindaco, la nostra città ha riacquisito un ruolo internazionale». «Il nodo di fondo che emerge – ha rilevato la vicepresidente Rosa Maria di Giorgi – è quello del rapporto tra giunta e consiglio comunale. Per trovare un equilibrio, e per garantire sempre meglio il ruolo di indirizzo che la legge ci attribuisce, c’è bisogno di uno sforzo da ambedue le parti. E’ poi importante che la nostra assemblea possa svolgere al meglio l’altro importante ruolo assegnatole, quello del controllo. Ma anche la città deve utilizzare gli strumenti che le abbiamo messo a disposizione: le sedute del consiglio comunale possono essere seguite alla radio, su internet ed esiste persino un archivio multimediale» «Infine – ha concluso Rosa Maria di Giorgi – non dobbiamo avere paura dei consigli aperti. Su un tema come quello dalla cultura, ad esempio, sarebbe opportuno organizzarne uno. Ma anche la questione dei blocchi dei mezzi Euro 0 non è stata sufficientemente discussa. Insomma, ci sono questioni sulle quali il consiglio ha non solo il diritto ma anche il dovere di discutere». (fn)

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