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23/12/2005
Ontanetti (Rifondazione): «Legalità e accoglienza, l'amministrazione cosa fa?»
Questo il testo dell'intervento del consigliere di Rifondazione Comunista Pierluigi Ontanetti: Da ottobre ad oggi, 23 dic 2005, Firenze non riesce a offrire una sistemazione dignitosa a una trentina di profughi eritrei ed etiopici. Sono fuggiti dalla guerra e della fame che affligge le loro regioni, passando mille traversie per raggiungere il nostro paese. Hanno un permesso di soggiorno umanitario, come vuole il diritto internazionale, e a Firenze, in alternativa alla strada, hanno trovato come ricovero solo luoghi fatiscenti. Ora “alloggiano” in una struttura privata e in disuso occupata illegalmente in via dei Tessitori, nei locali che furono della scuola professionale della Provincia. Con alcune associazioni di pace e volontariato insieme a comuni cittadini, stiamo aiutando come possiamo queste giovani persone che vivono senza luce, senza riscaldamento e senza gas. Da ottobre i membri stessi delle associazioni hanno chiesto più volte all’assessore Lucia De Siervo che ha la delega per l’immigrazione, di incontrarsi per decidere e lavorare insieme, società civile e amministrazione, al fine di dare una dignitosa, se pur provvisoria, sistemazione locativa. Tutti sappiamo che questi cittadini, “scappati dalla guerra perché hanno scelto di rifiutare l’uso delle armi”, vivono in una situazione di illegalità. Lo sa l’assessore Graziano Cioni che ha predisposto l’invio di trenta pasti caldi consegnati tutte le sere dai volontari della fratellanza militare. Lo sa il presidente del consiglio comunale di Firenze Eros Cruccolini, anche lui mobilitato in soccorso di questa “piccola gente”. Lo sanno anche i membri del consiglio degli stranieri del comune di Firenze che hanno procurato vettovaglie e fatto una raccolta di danaro. Lo sa il presidente del Q.1, anche lui si è mobilitato per trovare viveri letti coperte materassi e quant’altro minimo indispensabile. Anche il corso di laurea ”operazioni di pace” di scienze della formazione, conosce la situazione, tant’è vero che ha organizzato un tirocinio per due studenti universitari che seguono l’esperienza del gruppo degli eritrei e etiopici fin dall’inizio. Gli scout dell’Agesci, informati della drammatica situazione, sono andati a incontrare questi disperati cittadini sul posto portando candele e due fornelloni, unico modo per scaldare un po’ d’acqua. Tutti sanno che è illegale occupare uno stabile di proprietà privata o pubblica, e tutti sappiamo anche, che è legittimo e doveroso aiutare persone che vivono in condizioni disumane. Lo dice la dichiarazione dei diritti umani, lo dice la coscienza individuale e collettiva e il buon senso oltre la memoria e la storia della nostra città. Nello stabile occupato in via dei Tessitori c’è l’acqua - fredda - e le condizioni igieniche e generali sono al limite della sopravvivenza umana. L’assessore De Siervo, fino ad oggi non ha risposto ai nostri appelli senza neanche comunicarci quale sarà il futuro di questi cittadini. Per ora si è preoccupata di mettere in guardia gli stessi scout consigliando loro di stare alla larga da una “situazione illegittima”. Preoccupazione che gli scout dell’agesci hanno accolto immediatamente interrompendo ogni tipo di relazione con queste persone che niente hanno, se non il profondo desiderio di vivere da esseri umani. Ad oggi l’unico dato certo che abbiamo, è il constatare che la De Siervo ha rinunciato ad avere qualsiasi rapporto con parte della società civile fiorentina che sempre ha chiesto di compartecipare alle scelte sulla politica concreta dell’accoglienza . L’assessore De Siervo si rende conto che essere amministratori in una città non è uguale ad essere amministratore delegato unico di una azienda privata? Firenze, che vuole essere città accogliente, di cultura e di pace, non ha bisogno di assessori- imprenditori solitari, ma di amministratori coerenti e rispettosi che credono nella reale democrazia partecipata e nella pratica della giustizia, oltre che nella legalità. Anche se fortemente preoccupati per l’atteggiamento affatto partecipativo e democratico dall’assessore, continueremo ad andare in via dei Tessitori dai nostri concittadini amici e fratelli eritrei e etiopici, continueremo a chiedere all’assessore De Siervo di incontrarci, al fine di collaborare, società civile e istituzioni, per trovare una soluzione abitativa, umana e dignitosa. Ancora una volta chiediamo al comune di Firenze di dirci come intende muoversi, quando ci convocherà e come userà i 150.000 euro messi a disposizione dal ministero degli interni per risolvere questa deprecabile situazione. Nel frattempo invito l’assessore De Siervo a riflettere seriamente sul suo modo di rapportarsi con i cittadini. La pace la solidarietà, la partecipazione attiva e la pratica della giustizia rimangono il fondamento ultimo sul quale, a Firenze, nessuno è disposto a fare silenzio». (fn)

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