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23/12/2005
Bianchi, Stella (FI) e Alessandri (AN): «Referendum per abrogare l’ordinanza che impone lo stop ai veicoli Euro 0 a partire dal 1 gennaio»
Referendum per abrogare l’ordinanza che impone lo stop ai veicoli Euro 0 ventiquattro ore su ventiquattro a partire dal 1 gennaio. La campagna per raccogliere le firme necessarie a chiamare i cittadini alle urne, promossa dai consiglieri Jacopo Bianchi e Marco Stella (Forza Italia) e Stefano Alessandri (Alleanza Nazionale) partirà il 6 gennaio. «L’ordinanza sarà poco incisiva se non addirittura dannosa – hanno sottolineato i tre esponenti del centrodestra – in città, tanto per fare un esempio, esistono 154 mezzi di trasporto pubblico, urbano ed extraurbano, circolanti in città, Euro 0 fortemente inquinanti tanto che un solo autobus inquinerebbe quanto 150 auto. Peraltro l'assessore all’ambiente Claudio Del Lungo ha dichiarato che “fermarne uno è come fermare quasi 20.000 macchine”. E il provvedimento che impedisce la circolazione agli autobus Euro 0 tutte le domeniche 24 ore su 24 servirà a ben poco». «Con questa ordinanza – ha commentato il consigliere di AN Stefano Alessandri – il 40% dei servizi sociali attualmente gestiti dalle Pubbliche assistenze e Misericordie verranno tagliati. Queste realtà utilizzano molto mezzi Euro 0 per i servizi sociali come le dialisi, il trasferimenti ospedalieri e le assistenze domiciliari e l’ordinanza in questione, purtroppo, prevede una deroga solo per i servizi di pubblica assistenza di emergenza. Non ascoltare il grido di allarme del volontariato significa scarsa sensibilità per i bisogni dei cittadini». «L’'inquinamento – hanno aggiunto Bianchi e Stella - ha “colpevoli” precisi e ben identificati, ovvero il riscaldamento, i grandi motori diesel dei mezzi del trasporto pubblico, i veicoli che transitano sulle grandi vie di comunicazione esterne a Firenze, come l’autostrada o la Firenze-Pisa- Livorno. Invece di cercare di eliminare o limitare queste cause "certe", si è invece preferito colpire indiscriminatamente tutte le auto anche quando non era necessario». «Come non è stato pensato un accordo come le assicurazione? – hanno domandato Bianchi e Antonio Lenoci del comitato “LaportaAccanto – ci saranno cittadini costretti a buttare via l’auto nonostante aver già pagato i premi assicurativi. Inoltre secondo i dati Arpat dell’8 agosto i dati del Pm10, ovvero delle cosiddette polveri sottili, che riguardavano le rilevazioni effettuate nei cantieri della tranvia erano basse. Secondo l’ordinanza, invece, i livelli del PM10 sono tali da richiedere interventi così drastici. Come mai questa differenza?». «Il Comune - hano chiesto Stella, Bianchi e Alesasandri - deve effettuare un censimento per sapere quanti sono i veicoli, auto e ciclomotori, intertessati dal provvedimento. E, succesivamente, deve inviare una comucazione ai citadini interessati». (fn)

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