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20/12/2005
«Contributo di scopo per finanziare i servizi essenziali»: ordine del giorno dei DS approvato dal consiglio
«Contributo di scopo per finanziare i servizi essenziali». La richiesta è contenuta in un ordine del giorno, presentato dal gruppo DS, ed approvato questo pomeriggio dal consiglio comunale durante la discussione sul bilancio 2006. Nel documento si chiede anche che «nell'ambito della ridefinizione complessiva della finanza locale, siano consentiti e regolamentati specifici tributi a carico degli utenti delle città, nei casi in cui il rapporto tra residenti, pendolari e turisti determini una pressione fiscale sbilanciata a carico dei primi». (fn) Questo il testo dell’ordine del giorno: ORDINE DEL GIORNO collegato alla deliberazione n. 1025/2005 "Bilancio di previsione 2006 e triennale 2006/2008" "In merito all'introduzione di una specifica contribuzione di scopo a carico degli utenti della città, nell'ambito dell'attuazione del federalismo fiscale stabilito dal Titolo V della Costituzione" IL CONSIGLIO COMUNALE CONDIVIDE i reiterati richiami della Corte Costituzionale circa il rispetto dell'autonomia di entrata e di spesa degli Enti locali ("federalismo fiscale"), ribadendo come "appare evidente che l'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione sia urgente al fine di concretizzare davvero quanto previsto nel nuovo Titolo V della Costituzione, poiché altrimenti si verrebbe a contraddire il diverso riparto di competenze configurato dalle nuove disposizioni" (sentenza della Corte n. 370/2003); PRENDE ATTO come nell'autunno 2005 siano giunti a conclusione i lavori dell'Alta Commissione per il Federalismo Fiscale (ACoFF), istituita dalla Legge n. 289/2002 con il compito di indicare al Governo "i principi generali del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, ai sensi degli articoli 117, terzo comma, 118 e 119 della Costituzione", sulla base delle indicazioni formulate in sede di Conferenza Unificata da Stato, Regioni ed Enti locali; RICORDA che le numerose sentenze della Corte Costituzionale hanno precisato limiti e riparto di competenze tra i diversi livelli istituzionali al fine della corretta e piena attuazione del "federalismo fiscale" (sentenze nn. 296/2003, 297/2003, 311/2003, 370/2003, 376/2003, 4/2004, 16/2004, 17/2004, 36/2004, 37/2004, 49/2004, 241/2004, 320/2004, 308/2004, 390/2004, 423/2004, 424/2004, 425/2004, 51/2005, 107/2005, 335/2005, 417/2005), indicando in particolare i seguenti principi: la necessità che il legislatore statale definisca preliminarmente i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; la definizione, a regime, di un nuovo sistema tributario che dovrà prevedere, per ciascun livello di governo, un adeguato mix di risorse proprie, compartecipazioni e trasferimenti dal fondo perequativo; l'immediata applicazione della norma costituzionale in materia di autonomia di spesa dei diversi livelli di governo, fatto che già ora limita fortemente il legislatore nazionale; il permanere del fondamentale ruolo di coordinamento del legislatore statale con particolare riferimento agli obblighi derivanti dal rispetto del Trattato di Maastricht, ruolo che necessita tuttavia di essere reso conforme alla nuovo Titolo V al fine di non ledere l'autonomia di spesa di Regioni ed Enti locali; RIBADISCE, in tale contesto, la specificità delle città - tra cui Firenze - caratterizzate da un elevato tasso di pendolarismo e di presenze turistiche in relazione alla popolazione residente, circostanza che, allo stato attuale della finanza locale, impone ai residenti di sopportare una pressione tributaria eccessiva e ingiustificata perché necessaria per sostenere il livello di spesa per i servizi e la manutenzione della città che deve far fronte alle presenze aggiuntive degli utilizzatori della città; RICORDA che questo Consiglio si è già espresso sul questo tema con la Risoluzione n. 122/2003, di cui ribadisce gli obiettivi e le richieste di fondo, e FA PROPRI gli obiettivi generali indicati dalla Mozione n. 789/2005 presentata dal consigliere Gabriele Toccafondi, ferma restando la necessità di rispettare le indicazioni della Corte Costituzionale, la preliminare definizione da parte del Governo e del Parlamento dei principi di coordinamento della finanza pubblica alla luce del Titolo V, l'autonomia di spesa dell'Amministrazione comunale; CHIEDE PERCIO' al Governo e al Parlamento di dare urgente attuazione alle disposizioni costituzionali sul "federalismo fiscale", con particolare riferimento alle necessarie norme di coordinamento generale, attivando a tal fine uno specifico tavolo in seno alla Conferenza Unificata Stato-Regioni-Enti locali, anche tenendo conto dei documenti elaborati dall'Alta Commissione per il Federalismo Fiscale (ACoFF); IMPEGNA IL SINDACO, anche nella sua veste di Presidente nazionale dell'ANCI, a sollecitare in tal senso il Governo ed il Parlamento; CHIEDE che, nell'ambito della ridefinizione complessiva della finanza locale, siano consentiti e regolamentati specifici tributi a carico degli utenti delle città, nei casi in cui il rapporto tra residenti, pendolari e turisti determini una pressione fiscale sbilanciata a carico dei primi; IMPEGNA IL SINDACO, alla luce delle norme che dovranno regolare il "federalismo fiscale", a rimodulare l'intero paniere dei tributi e delle tariffe locali di cui si avvale il Comune di Firenze (ICI, addizionale IRPEF, TIA, COSAP, CMIP, ticket sui bus turistici, ticket per l'accesso in ZTL, ecc..), al fine di perseguire una più equa ripartizione degli oneri necessari per finanziare i servizi essenziali per i residenti e per gli stessi utenti della città (accoglienza, igiene urbana, arredo e manutenzione urbana), ed in particolare introducendo un contributo di scopo a carico di questi ultimi che consenta di contenere la pressione fiscale sui residenti, sugli operatori e sulle imprese che non ricavano un beneficio diretto dalle attività connesse con l'industria turistica; IMPEGNA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE ad inviare il presente documento al Presidente e all'Assessore ai Bilancio della Regione Toscana, al Presidente del Consiglio regionale della Toscana, al Presidente del Consiglio e al Ministro dell'Economia, ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, ai membri del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati eletti in Toscana, al Presidente dell'ANCI nazionale e regionale.

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