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20/12/2005
Bilancio 2006, AN: «La legge finanziaria ha dimostrato che risparmiare, se si vuole, è possibile»
Questo il testo dell’intervento dei consiglieri di Alleanza Nazionale: «La tanto criticata impostazione della manovra finanziaria del Governo e la presunta scure sulle finanze delle autonomie locali ha avuto l’innegabile pregio di dimostrare che risparmiare, se si vuole, è possibile. Il bilancio preventivo 2006 del Comune contiene contenimenti di spesa ed alcune riduzioni di prestazioni di servizi in alcuni settori, che, seppur aleatorie come lo furono quelle del 2005, di fatto danno seguito alle richieste del Governo: tagliare le spese, anche nelle autonomie locali, anche se soltanto in via di previsione, è possibile, e per il centrodestra è doveroso. Casomai, se a fronte della manovra del Governo che impatta sul bilancio complessivo per il 7 per mille, l’assessore avesse dedicato qualche riga in più della relazione per stigmatizzare il comportamento della Regione, i cui trasferimenti diminuiscono per 6,6 milioni di euro, sarebbe stato anche più credibile il decantato federalismo inneggiato dalla sinistra in contrapposizione al neocentralismo imputato ingiustificatamente al Governo. Sorprende poi che a fronte di critiche e di polemiche di natura prettamente politico-partitica alla manovra, si propongano scelte che di strutturale e di reale – nel senso di non aleatorio – hanno ben poco: la parte del leone la fanno le sanzioni amministrative il cui importo sfiora il 50 milioni di euro e l’operazione di ricontrattazione dei mutui per un importo di 250 milioni di euro legata ai prestiti obbligazionari che rappresenteranno un debito pro capite per i prossimi anni. In compenso si afferma di voler aprire una nuova stagione sulla politica delle partecipate: maggior controllo dei conti e richiesta di maggior rigore, anche attraverso lo strumento dell’Osservatorio. Dire che questo è condivisibile corrisponde ad un ‘ovvietà; casomai la scelta politica è sul come realmente dare seguito a dichiarazioni di principio che non potrebbero che essere queste. Con un deficit di quasi 10 milioni di euro per l’ATAF; quasi 4 per il Quadrifoglio; gli oltre 2 di Firenze Mostre; i circa 8 della Fondazione del Maggio; gli oltre 600.000 di Firenze Mostre nonostante le recenti e continue iniezioni di denaro ecc, non affrontare il nodo partecipate sarebbe anacronistico. I segnali che per adesso l’assessore ha mandato non corrispondono sempre alla volontà espressa: dopo Sitimet si crea “Sitimet 2 – la vendetta”, facendo una scelta precisa che sacrifica la valorizzazione delle risorse interne in combinato disposto con la ricerca di “know-how” laddove serva sul mercato dei servizi, ad una logica che non condividiamo e che è stata fallimentare negli ultimi anni: creare società che vivono di commesse pubbliche facendo fare al Comune l’imprenditore invece che il regolatore di servizi. In quest’ottica anche il nuovo osservatorio sui servizi pubblici locali, così come prospettato dall’assessore Tea Albini, appare più come uno strumento che mira a dare una risposta propagandistica, anche a fronte di una precisa richiesta del consiglio comunale, più che accogliere una sfida che è anche quella di entrare nel merito delle scelte di alcune società partecipate». (fn)

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