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20/12/2005
Bilancio 2006, Rifondazione e Unaltracittà/Unaltromondo: «Non si sono aperti spazi al confronto politico»
Questo il testo dell'intervento dei consiglieri di Rifondazione Comunista e Unaltracittà\Unaltromondo: «Il bilancio è ormai più un atto politico che amministrativo: è così perchè la possibilità di intervento sulla spesa ordinaria è pressochè nullo per costi di gestione e mutui non sempre condivisibili, e solo sugli investimenti si possono individuare le priorità. In questo caso, con la finanziaria che taglia il fondo sociale, il fondo per lo spettacolo, che limita gli Enti Locali nella possibilità di spesa, in una situazione di estrema gravità per il Paese, la connotazione politica di questo atto è ancora maggiore: la scelta di predisporre un bilancio basato sul consolidato dell'anno precedente senza considerare i tagli della finanziaria ne è la conferma e al contempo un impegno per il governo futuro a ridefinire la fisionomia e la dignità istituzionale degli Enti Locali, a ricollocare come prioritaria la spesa sociale e gli investimenti per ricerca e cultura. Nelle situazioni gravi intelligenza poltica vorrebbe che si allargasse il consenso, che si cercassero interlocutori ulteriori: è facile governare in condizioni economiche favorevoli, meno facile garantire consenso in periodi gravi come l'attuale. Ma in questa Amministrazione non si sono aperti spazi al confronto politico, ha prevalso la convinzione che sul piano amministrativo si stia facendo il massimo (e non siamo d'accordo) e sul piano politico la certezza dell'autosufficienza; questo centrosinistra ha ritenuto di non aver bisogno di allargare il confronto con Rifondazione comunista e con la sinistra critica, ha ritenuto di non aver bisogno di individuare anche nella società civile altri interlocutori, nuovi interlocutori fra i molti soggetti che si propongono sulla scena cittadina ormai da diversi anni, non legati agli ambiti consueti del "consenso garantito": strano, perchè è l'unico governo di centro sinistra di una grande città che per la riconferma è passato dal ballottaggio. Poco si è sedimentato sul piano di un rapporto nuovo con la città: l'esperienza di partecipazione sul Piano strutturale è tuttora sotto osservazione, finchè non sarà definito il peso che questo lavoro avrà su scelte che troppo spesso sembrano già fatte. La pratica di un bilancio partecipato a partire dagli investimenti e dai lavori pubblici, di cui ancora una volta non c'è traccia, avrebbe facilitato la gestione anche di fronte alla necessità dei tagli che la finanziaria impone per oltre 17 milioni di euro. Improponibile sarebbe chamare ora i cittadini a partecipare dei tagli, sancendo la definitiva morte di una pratica partecipativa solo abbozzata. Nel merito, di fronte alle difficoltà del sistema economico italiano e toscano (sul risultato negativo intorno allo 0,2% si dovrebbe discutere più attentamente) una programmazione basata su un rapporto con i privati nel sistema di project financing, già rivelata perdente, continua a basarsi su previsioni ottimisiche e, come la recente realtà dimostra, non reali; lo stesso per i bilanci delle società partecipate per le cui inadeguatezze non basta parlare di deficit di management, ma è necessario rimettere in discussione il modello spesso costoso di gestione di servizi, su cui l'attività di indirizzo è ancora molto legata alla Giunta più che al Consiglio e l'attività di controllo dei servizi senza dubbio insufficiente. Inadeguato è l' impegno politico e quindi finanziario sulle questioni dell'accoglienza e della mobilità, laddove solo per un emendamento da noi proposto l'investimento sulle busvie diventa significativo della volontà di privilegiare il trasporto pubblico; debole l'intervento sui rifiuti, sulla raccolta differenziata e nessun provvedimento sulle stazioni ecologiche che dovevano giiustificare il passaggio dalla tassa taesu alla tariffa tia: dove conferiamo la raccolta differenziata per ottenere riduzion? Sulla casa in questo anno abbiamo ottenuto che fosse messa in agenda come emergenza, ma provvedimenti importanti, come altre città hanno assunto, mancano totalmente nel bilancio 2006. Infine, non è accettabile un'analisi sul PIL come se fosse un argomento neutro, che non tiene conto delle contraddizioni economico-politiche che segnano il nostro tempo e il nostro territorio. Il dibattito su elementi di de-crescita , che attraversa il mondo intero, non può più essere ignorato: considerare l'andamento del PIL soltnanto in termini quantitativi, senza considerare la qualità degli elementi che ne decidono l'aumento o la diminuzione significa una poltica miope della gestione del territorio Questo dovrebbe valere per i rifiuti, come per l'utilizzo di veicoli privati, come, più in generale, per i livelli di produzione e dei consumi di combustibili inquinanti, tutti fattori che incidono quantitativamente sul PIL cittadino ma che incidono in modo inversamente proporzionale rispetto alla qualità della vita dei cittadini,. In questo senso va anche l'analisi sulla riduzione dei consumi di gas e di elettricità per il riscadamento, valuatata negativamente nel bilancio, quando invece si dovrebbero considerare come elementi positivi». (fn)

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