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23/12/2011
Smog, De Zordo e Grassi: "Spostare le centraline, solo così avremo valori credibili per l'inquinamento a Firenze"
“Boboli e viale Bassi inutili, se non fosse per la centralina di Scandicci non ci sarebbe l'attuale blocco del traffico”. Presentata una mozione

Questo l’intervento della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo e del consigliere di Sinistra e Cittadinanza Tommaso Grassi

“Le centraline che misurano il livello dello smog e su cui ci si basa per i provvedimenti antismog in città vanno spostate in luoghi che riflettano l’effettiva esposizione al Pm10 dei cittadini di Firenze. Lo chiede una mozione che abbiamo depositato e che tende a rimediare a una situazione paradossale e incredibile. Oggi infatti le centraline assunte come riferimento per la misura del livello di pm10 in città sono posizionate una dentro il giardino di Boboli e l'altra di viale Bassi, mentre la terza centralina di “fondo” dell’area fiorentina è invece collocata nel territorio di Scandicci. Come si possano questi luoghi considerare di riferimento principale per l’attivazione dei provvedimenti antismog è un assurdo, perché non rispecchiano di fatto la qualità dell’aria della città e del territorio di Firenze. Infatti se non era per la centralina di Scandicci che nei giorni scorsi ha sforato per la trentacinquesima volta nel 2011, non si farebbero i blocchi del traffico a Firenze, neanche quello attualmente in corso fino al 26 dicembre.

Fino a un anno fa le centraline di riferimento per la misurazione del PM10 erano soprattutto di tipo “urbana-traffico” e poste appunto in viale Gramsci e in via Ponte alle Mosse, dove il Pm10 superava più frequentemente i valori limite e le soglie di allarme, mentre dal 2011 le centraline di riferimento sono di tipo “urbana-fondo” e collocate nei giardini di Boboli e di viale Bassi e a Scandicci. I dati parlano chiaro: nelle centraline di "fondo" il Pm10 misurato risulta in genere 3-5 volte minore di quelle "traffico", e già mettendo a confronto gli ultimi dati disponibili di Arpat degli anni 2008, 2009 e 2010 si può notare che a Gramsci i giorni di superamento del Pm10 sono stati rispettivamente 98, 88 e 65, a Ponte alle Mosse 88, 82 e 66, mentre a Bassi 33, 23 e 13 e a Boboli 19, 13 e 10 e invece a Scandicci 48, 49 e 38 giorni di superamento.

Chiediamo quindi al Comune di attivarsi presso la Regione Toscana e la Provincia di Firenze perché si valuti l'effettiva rappresentatività delle stazioni di “fondo” di Boboli e Bassi e si esprime quindi la necessità di una loro diversa collocazione in aree meglio rappresentative, al fine di poter descrivere la qualità dell'aria nel territorio fiorentino e applicare quelle norme che salvaguardano la salute della popolazione. Che deve essere uno degli impegni primari di chi governa un territorio”.

(fdr)

Segue il testo della mozione

Tipologia: Mozione

Oggetto: centraline di ‘fondo’ per il monitoraggio del Pm10 collocate a Boboli e Bassi

IL CONSIGLIO COMUNALE

VISTO che l'Amministrazione Comunale ha concordato con gli altri Comuni limitrofi e la Provincia i provvedimenti antismog, di natura contingibile e urgente, allo scopo di limitare temporaneamente le emissioni inquinanti e di ridurre i picchi del Pm10 nell’aria, prendendo alcuni interventi quali l’abbassamento del riscaldamento domestico, il divieto di circolazione per alcuni veicoli quali le auto diesel euro 2 e 3 all’interno della ztl (“secondo modulo”), e, in caso di 3 giorni consecutivi di superamento del Pm10, nell’intero territorio comunale per 4 giorni consecutivi (“terzo modulo”), mentre dopo il trentacinquesimo giorno di superamento i provvedimenti (“terzo modulo”) scatterebbero per ogni giorno di sforamento;

CONSIDERATO che tali provvedimenti antismog vengono intrapresi in base ai superamenti del Pm10 nell’aria misurati dalle centraline-stazioni di monitoraggio, collocate sul territorio, secondo la scelta effettuata nella delibera di Giunta Regionale n. 22 del 17/01/2011 riguardante la tipologia di stazioni da prendere a riferimento per la gestione degli interventi per limitare i superamenti dei valori limite e la durata degli stessi, con riferimento alla direttiva 2008/50/CE;

PRESO ATTO che con la DGRT 1025 del 6/12/2010 la Regione Toscana ha considerato che "la Direttiva 2008/50/CE, art. 2, punto 23, per quanto riguarda le aree urbane, indica che l'esposizione della popolazione viene valutata attraverso siti di fondo urbano in quanto rappresentativi della qualità dell'aria in tali aree come indicato anche dal D.lgs 155/2010, all. 3, par. 2, punto 5";

PRESO ATTO ancora che con la suddetta delibera la Regione che "sulla scorta dei risultati del monitoraggio della qualità dell'aria, i superamenti dei valori limite avvengono prevalentemente nelle aree urbane delle zone e degli agglomerati e che, come già ricordato, l'esposizione della popolazione agli inquinanti in tali aree è descritta dalle stazioni di fondo urbano";

PRESO ATTO che le “stazioni di tipo fondo ubicate in posizione tale che i livelli misurati sono dovuti al contributo di tutte le sorgenti antropiche che insistono nell'area urbana e non direttamente da una specifica sorgente. Queste stazioni descrivono in modo soddisfacente l'esposizione della popolazione e sono idonee a valutare l'esposizione agli inquinanti nelle aree urbane dove vive e lavora la maggior parte della popolazione”, mentre le “stazioni di tipo traffico, influenzate direttamente dalla specifica sorgente costituita dal traffico stesso, che hanno una rappresentatività territoriale limitata. Queste stazioni rappresentano i massimi livelli di concentrazione in tali aree (hot spot) e non descrivono pertanto in modo idoneo l'esposizione della popolazione ai livelli di inquinamento medi dell'area urbana” (da Allegato n. 5 alla DGRT 1025/2010);

PRESO ATTO che con la DGRT 1025/2010 sono state individuate le stazioni di fondo e sono state ubicate nel territorio regionale in modo tale da risultare rappresentative anche di aree tra loro diverse per livelli di esposizione della popolazione urbana, ivi comprese le stazioni di Boboli, Bassi e Scandicci;

CONSIDERATO pertanto che fino a un anno fa le centraline di riferimento per la misurazione del PM10 erano soprattutto di tipo “urbana-traffico” e poste in viale Gramsci e in via Ponte alle Mosse, dove il Pm10 superava più frequentemente i valori limite e le soglie di allarme, mentre dal 2011 le centraline di riferimento sono di tipo “urbana-fondo” e collocate nei giardini di Boboli e di viale Bassi e a Scandicci;

VERIFICATO che nelle centraline di "fondo" il Pm10 misurato risulta in genere 3-5 volte minore di quelle "traffico", già mettendo a confronto gli ultimi dati disponibili di Arpat degli anni 2008, 2009 e 2010 si può notare che a Gramsci i giorni di superamento del Pm10 sono stati rispettivamente 98, 88 e 65, a Ponte alle Mosse 88, 82 e 66, mentre a Bassi 33, 23 e 13 e a Boboli 19, 13 e 10 e invece a Scandicci 48, 49 e 38 giorni di superamento;

VALUTATO che "le centraline di fondo sono quelle dove abitano le persone, dove trascorrono la maggior parte del loro tempo, quindi il superamento dei valori limite imposti dalla legge in queste centraline può indurre a pensare a un possibile danno alla salute e quindi a prendere degli interventi in questo senso" (intervista al responsabile Arpat Firenze al TG3 RAI Toscana del 19 gennaio 2011);

CONSIDERATO che le centraline collocate nei giardini di Boboli e di viale Bassi sono di riferimento principale per l’attivazione dei provvedimenti antismog e rispecchiano di fatto la qualità dell’aria della città e del territorio di Firenze, visto che la terza centralina di “fondo” dell’area fiorentina è collocata nel territorio di Scandicci;

RICORDATO che le associazioni ambientaliste e di ciclisti della Rete No Smog Firenze, ricevute e audite nelle Commissione Consiliari Ambiente e Mobilità in data 20/1/2011 e Servizi Sociali e Sanità in data 27/1/2011, hanno espresso, tra l’altro, critiche nei confronti della rappresentatività del monitoraggio ambientale delle due centraline di Boboli e Bassi, relativamente alla reale esposizione dei cittadini al Pm10, proponendo pertanto una diversa collocazione delle due stazioni;

RICORDATO infine che le Province sono proprietarie delle stazioni facenti parte della rete regionale di rilevamento e mettono a disposizione della Regione le suddette stazioni;

PRESO ATTO che la Regione si ritiene "in attesa di completare il processo di valutazione che dovrà determinare la rappresentatività territoriale delle stazioni di misura al fine di poter descrivere la qualità dell'aria nelle zone e negli agglomerati" dei Comuni tenuti all'adozione dei provvedimenti antismog, come era previsto dalla DGRT 1025/2010;

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

1) ad attivarsi presso la Provincia di Firenze e la Regione Toscana perché sia completato il processo di valutazione che deve determinare la rappresentatività territoriale delle stazioni di misura - come indicato dalla DGRT 1025 del 6/12/2010 - e quindi un’aggiornata riconsiderazione tecnica del monitoraggio del Pm10, in particolare nel territorio provinciale fiorentino;

2) a chiedere alla Provincia di Firenze e alla Regione Toscana di verificare l’effettiva rappresentatività delle stazioni di “fondo” di Boboli e Bassi relativamente alla reale esposizione al Pm10 dei cittadini di Firenze e quindi di valutare l’opportunità di una loro diversa collocazione in aree meglio rappresentative, al fine di poter descrivere la qualità dell'aria nel territorio fiorentino.

Ornella De Zordo

Tommaso Grassi
 


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