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29/12/2009
Alessandri e Stella (Pdl): “La scellerata politica sanitaria della Regione sta causando il blocco delle prestazioni sanitarie in convenzione”
I due consiglieri di centrodestra: “La decisione unilaterale di ridurre del 30% le tariffe comporterà il blocco delle liste di prenotazione e di attesa”

“Lo scenario della sanità toscana per il 2010 si prospetta estremamente inquietante”. E’ quanto hanno dichiarato i consiglieri comunali del Pdl Stefano Alessandri e Marco Stella commentando le ultime scelte della Regione Toscana. I due consiglieri di centrodestra accusano la Regione di “ridurre drammaticamente le tariffe vigenti”; una scelta che, proseguono Stella e Alessandri “ha visto i Medici che aderiscono all’ associazione dei Medici della Diagnostica Toscana (MEDITO) riunitisi in assemblea il 17 Dicembre 2009 astenersi dall’eseguire prestazioni in convenzione con il sistema sanitario regionale a partire dal 1° Gennaio 2010”.
“Considerato che fanno parte a oggi dell’associazione larga parte dei medici specialisti che lavorano in convenzione nel settore radiologico e del settore angiologico e cardiologico nell’area che comprende Firenze, Prato, Pistoia, Montecatini, Empoli, Campi, Sesto, Borgo San Lorenzo ed in molti centri delle altre Provincie della Toscana, è verosimile – hanno proseguito i due consiglieri del Pdl - che molti cittadini incontreranno difficoltà nell’ottenere prestazioni quali radiografie, ecografie, tomografie computerizzate, risonanze magnetiche, ecocolordoppler, elettrocardiogrammi e visite cardiologiche in convenzione a partire dal 1° gennaio”.
“Se la Regione non rivedrà i suoi propositi – proseguono Stella e Alessandri - molti pazienti verranno chiamati a casa dagli istituti privati per comunicare loro che le prestazioni già prenotate non potranno essere eseguite e che dovranno chiedere alle ASL e alla Regione dove e quando recarsi per eseguire l’esame prescritto dal loro medico. Le tariffe attualmente in vigore per il rimborso agli istituti privati per l’esecuzione in regime di convenzione delle prestazioni sono state stabilite nel 1996-1997 e mai aggiornate nonostante la svalutazione. Dal 2000 la regione e le Asl hanno imposto una riduzione di almeno il 12% di quelle tariffe. Ad oggi, le strutture convenzionate e i Medici che vi prestano servizio, benché fosse ampiamente legittimo, data la svalutazione, non hanno chiesto nessun aumento di quelle tariffe, anzi, di fronte alla crescente pressante richiesta di prestazioni sanitarie hanno prodotto pacchetti di esami ulteriormente scontati e con alti livelli qualitativi professionali e di macchinari. Le stesse prestazioni con ogni probabilità costerebbero all’amministrazione molto di più se erogate presso le proprie strutture ospedaliere con l’obbligo di avere molti più macchinari e dipendenti”.
“Il privato convenzionato – aggiungono i due esponenti del centrodestra - è flessibile perché le Asl acquistano e pagano di volta in volta solo le prestazioni che sono in quel momento necessarie, senza considerare il vantaggio per i pazienti (soprattutto quelli anziani) di avvalersi delle prestazioni sanitarie di cui hanno bisogno in strutture diffuse sul territorio anche nei piccoli centri con ulteriore risparmio di disagi e di spesa per il trasporto dei malati. Ma tutto questo non è bastato e la Regione ha deciso unilateralmente di rivedere le tariffe procedendo ad un taglio medio di circa il 38%. Inoltre, la Regione in questi ultimi tempi ha inanellato alcuni provvedimenti che minacciano la qualità dei servizi diagnostici, imponendo ad esempio che le strutture diagnostiche (comprese la ASL) debbano dotarsi di macchine di Risonanza Magnetica a ‘basso campo’ perché costano meno; questo vuol dire che bisogna usare apparecchiature meno performanti e che possono ridurre la capacità di fare diagnosi corrette… perché? Perché politicamente è più fruttuoso (porta più voti) far avere tutti gli esami che si vuole quando si vuole anche se di qualità inferiore, piuttosto che prendersi la responsabilità di decidere quali sono gli esami veramente necessari e fornirli con la migliore qualità, spiegando a chi vuole prestazioni non realmente necessarie che se vuole il superfluo se lo deve pagare a spese proprie”.
“Occorre – concludono Stella e Alessandri – che la Regione Toscana riveda immediatamente le proprie scelte in campo sanitario perché la salute dei cittadini e il loro diritto a cure di qualità deve essere una priorità insindacabile”. (fdr)
 


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