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24/12/2009
Finanziaria, l'indignazione dei presidenti di quartiere per l'emendamento in cui si prevede l'abolizione delle circoscrzioni
Marmugi, Paolucci, Ceccarelli, D'Eugenio, Gianassi: "Chiediamo l'impegno delle forze politiche fiorentine perchè questa scelta scellerata sia rivista"

"Apprendiamo con stupore e indignazione che il Senato ha definitivamente approvato con la legge Finanziaria 2010 (in attesa ora di essere pubblicata in Gazzetta ufficiale) la soppressione dei Quartieri.
Stupore perchè si inserisce nella Legge finanziaria una norma che radicalmente incide sulla struttura degli Enti locali senza che sia stata prima aperta una riflessione su tale delicatissima tematica e senza che gli Enti Locali siano stati minimamente coinvolti.  Indignazione perchè si pretende di operare il risparmio della politica azzerando i Quartieri che sono notoriamente gli Organismi meno costosi e più vicini al cittadino. Gli organismi che mettono la faccia dinanzi alle persone e che quotidianamente si impegnano a costituire un fondamentale anello di congiunzione tra persone e Istituzioni". E' quanto hanno affermato i prtesidenti dei cinque quartieri della città. I Quartieri -  hanno detto Stefano marmugi, Gianluca Paolucci, Andrea Ceccarelli, Giuseppe D'Eugenio, Federico Gianassi-  sono aperti ad una riflessione, anche critica, del loro ruolo, ma ritengono inaccettabile che con un tratto di penna si cancellino decenni di Storia Istituzionale e Democratica del nostro Paese che, tra mille difficoltà e peripezie, sono stati spesi sempre al servizio del cittadino. Ci auguriamo che tutte le forze politiche fiorentine, senza distinzioni di colore, si impegnino a lavorare affinchè tale scelta scellerata sia rivista".

 

(lb)

Si allega testo della finanziaria


Articolo 2, commi 183-188

Taglio contributo ordinario

 

183. Il contributo ordinario base spettante agli enti locali a valere sul fondo ordinario di cui all’articolo 34, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, è ridotto per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012, rispettivamente di 1 milione di euro, di 5 milioni di euro e di 7 milioni di euro per le province e di 12 milioni di euro, di 86 milioni di euro e di 118 milioni di euro per i comuni. Il Ministro dell’interno, con proprio decreto, provvede per ciascuno degli anni alla corrispondente riduzione, in proporzione alla popolazione residente, del contributo ordinario spettante ai singoli enti per i quali nel corso dell’anno ha luogo il rinnovo dei rispettivi consigli. Le regioni a statuto speciale provvedono ad adottare le disposizioni idonee a perseguire le finalità di cui ai commi da 184 a 187 in conformità ai rispettivi statuti e alle relative norme di attuazione.

184. In relazione alle riduzioni del contributo ordinario di cui al comma 183, il numero dei consiglieri comunali è ridotto del 20 per cento. L’entità della riduzione è determinata con arrotondamento all’unità superiore.

185. Il numero massimo degli assessori comunali è determinato, per ciascun comune, in misura pari a un quarto del numero dei consiglieri del comune, con arrotondamento all’unità superiore. Il numero massimo degli assessori provinciali è determinato, per ciascuna provincia, in misura pari a un quinto del numero dei consiglieri della provincia, con arrotondamento all’unità superiore.

186. In relazione alle riduzioni del contributo ordinario di cui al comma 183, i comuni devono altresì adottare le seguenti misure:

a) soppressione della figura del difensore civico di cui all’articolo 11 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;

b) soppressione delle circoscrizioni di decentramento comunale di cui all’articolo 17 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, e successive modificazioni;

c) possibilità di delega da parte del sindaco dell’esercizio di proprie funzioni a non più di due consiglieri, in alternativa alla nomina degli assessori, nei comuni con popolazione non superiore a 3.000 abitanti;

d) soppressione della figura del direttore generale;

e) soppressione dei consorzi di funzioni tra gli enti locali, facendo salvi i rapporti di lavoro a tempo indeterminato esistenti, con assunzione delle funzioni già esercitate dai consorzi soppressi e delle relative risorse e con successione ai medesimi consorzi in tutti i rapporti giuridici e ad ogni altro effetto.

187. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, lo Stato cessa di concorrere al finanziamento delle comunità montane previsto dall’articolo 34 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e dalle altre disposizioni di legge relative alle comunità montane. Nelle more dell’attuazione della legge 5 maggio 2009, n. 42, il 30 per cento delle risorse finanziarie di cui al citato articolo 34 del decreto legislativo n. 504 del 1992 e alle citate disposizioni di legge relative alle comunità montane è assegnato ai comuni montani e ripartito tra gli stessi con decreto del Ministero dell’interno. Ai fini di cui al secondo periodo sono considerati comuni montani i comuni in cui almeno il 75 per cento del territorio si trovi al di sopra dei 600 metri sopra il livello del mare.

188. Le riduzioni di spesa di cui ai commi 183 e 187 confluiscono al fondo di cui all’articolo 7- quinquies, comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, come integrato ai sensi della presente legge nonché dal decreto legge 23 novembre 2009, n. 168.

 


 


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