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21/12/2009
Urbanistica, Giocoli (Pdl): "Norme tardive e potenzialmente dannose per le casse comunali"

Questo l'intervento della vicecapogruppo del Pdl Bianca Maria Giocoli

“I giornali le hanno chiamate 'norme antiquadra'. Figuriamoci se non dovremmo essere d’accordo su una maggiore trasparenza, sulla previsione di un percorso più denso di paletti su un approdo in consiglio comunale di tutti quei progetti che dovranno diventare piani attuativi. Ma ci sono domande lasciate senza risposta sul provvedimento in esame oggi in consiglio.
La prima: perché ora? Perché non aspettare il Piano strutturale e il regolamento urbanistico ma dare il via ad una norma tampone che non può non comportare problemi di retroattività? Ciò non può che significare che non vi saranno a breve né l’uno né l’altra. E’ evidente infatti che se regolamento urbanistico e piano strutturale avessero i tempi preannunciati – e cioè a breve - non vi sarebbe necessità di una norma tampone come questa.
Vi sono poi 36 progetti presentati a cui l’amministrazione comunale per sua colpa non ha dato risposta e a cui ora vengono cambiate le regole del gioco. ‘Ci dispiace signori privati, dovete spendere di più per fare un piano attuativo e dovete allungare ulteriormente i tempi passando al vaglio del consiglio comunale’ sembra dire il sindaco con questa norma. Ci saranno ricorsi amministrativi e poi giudizi civili di richieste di risarcimenti danni? Gli uffici ci sono sembrati seriamente preoccupati, tanto che nell’aria vi era la possibilità di un emendamento contente una norma transitoria che però oggi è tramontata. Si è preferito delegare ai tribunali quello che gli uffici dovevano tentare per salvare le giuste aspettative dei privati - che hanno presentato un progetto nel rispetto delle norme vigenti -, e ora si vedono cambiare le carte in tavola a causa del ritardo degli stessi uffici. Cause di risarcimento dei danni che l’amministrazione sarà costretta a pagare. E voi consiglieri di maggioranza vi prendete un bell’impegno oggi a votare questo atto.
La seconda: ‘Cui prodest’? Il sindaco vuole passare come il salvatore della patria, allargare ancora di più la frattura tra il periodo ante-Renzi e la sua ‘era’.
Queste norme sono infatti l’esplicita accusa a chi lo ha preceduto di non aver controllato l’aberrazione delle norme stesse. Perché, ricordiamocelo, i ‘mostri classe 6’ non erano abusi edilizi da demolire, ma interventi basati e costruiti sulla base di norme vigenti che qualche ‘illuminato’ aveva proposto, e che poi, dopo essere state approvate, sono state usate con il beneplacito dell’ex sindaco, dell’ex assessore all’urbanistica e degli uffici dei partiti di maggioranza. Allora, però, da questa stessa maggioranza, nessuno ha detto una parola”. (fdr)
 


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