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20/12/2008
Cerimonia degli auguri in Palazzo Vecchio, il sindaco Domenici: "Sarà un anno difficile, lavoriamo tutti insieme per il bene comune"
Preoccupazione per il periodo di crisi ed in particolare per chi si troverà senza lavoro; appello al governo e alla politica perché si diano ai Comuni strumenti e risorse per meglio affrontare questa crisi; certezza che questa amministrazione abbia fatto “di tutto e anche qualcosa di più” per lo sviluppo e la prospettiva della città, con la convinzione che “il buongoverno non abbia riguardato solo il passato, ma anche il futuro”. Sono questi i temi del saluto del sindaco Leonardo Domenici in occasione della tradizionale cerimonia di auguri alla città che si è tenuta oggi nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio. Dopo il breve intervento e gli auguri del decano del corpo consolare di Firenze Alessandro Berti, console di Danimarca, il sindaco ha voluto ringraziare il corteo del Calcio storico fiorentino, che come ogni anno ha scandito i tempi della cerimonia; poi ha preso la parola. “Vorrei che tutti noi potessimo affrontare il 2009 con capacità di reazione, compattezza e unità, così importanti per affrontare il periodo di crisi che si affaccia davanti a noi. In questo momento il mio pensiero va soprattutto a coloro che sanno che il 2009 sarà per loro un anno particolarmente difficile” ha detto Domenici, invitando a salire sull’arengario alcuni lavoratori interinali che portavano uno striscione sulla loro difficile situazione. “In questo paese – ha detto a questo proposito il sindaco – ci sono 3 milioni e mezzo di lavoratori precari che, nel momento in cui la crisi si farà più pesante, si troveranno senza alcuna protezione. Un lavoratore dipendente può avere, pur nella difficoltà, qualche forma di protezione sociale come la cassa integrazione; loro non avranno neanche questo. E saranno i primi a rimetterci”. In una crisi come quella che ci aspetta “sono necessarie risposte significative e adeguate – ha proseguito il sindaco – anche per quanto riguarda le realtà locali e in particolare i Comuni. Sono anni che la politica nazionale, a prescindere dal colore politico dei governi, sembra abbia deciso di scaricare la responsabilità della crisi sugli enti locali, dipingendoli come dissipatori del denaro pubblico. Credo che questa sia una scelta sbagliata, e che sia la dimostrazione che la politica è debole, e anziché rivendicare la propria autonomia e capacità di risposta, tende ad attribuire ad altri le responsabilità”. “Dobbiamo essere consapevoli che nel momento in cui la crisi si farà più dura noi, le città, avremo meno strumenti e risorse per affrontarla. Avremo 285 milioni in meno dal fondo nazionale per le politiche sociali; stiamo battendoci per avere il rimborso del mancato gettito dell’Ici; vorremmo che i Comuni tornassero ad investire, cosa che non possono fare a causa del patto di stabilità, che non possiamo sforare. Di questo dobbiamo essere consapevoli, anche quando andremo a fare il bilancio 2009, in una prospettiva che sarà più complessa anche per la prossima amministrazione”. “Questa è la situazione in cui ci troviamo oggi – ha detto ancora Domenici – Domani, il problema della disoccupazione diventerà primario. E noi, come realtà locali, non abbiamo gli strumenti sufficienti per dare una risposta. Mi auguro che il governo, il parlamento e la politica in generale, centrodestra e centrosinistra, capiscano la situazione in cui ci troviamo, cessino il gioco dello scaricabarile e che finalmente si riesca ad affrontare i problemi insieme, ognuno per la sua parte”. “Questo è l’anno che ci si prospetta davanti. Un anno complesso, per molti versi più difficile che in passato - ha detto ancora il primo cittadino - Ecco perché è necessario che anche nella nostra città, ci sia non una logica in difesa dei propri interessi particolari, ma – spero – la possibilità di ragionare tutti insieme per il bene comune. Se questo non accadrà, non ci saranno vantaggi per qualcuno: ci saranno svantaggi per tutti”. “In questo momento – ha proseguito Domenici andando verso la conclusione – mi sento di dire due cose. Guardando al futuro, mi auguro che ci sia questo sforzo comune. Guardando al passato, penso di poter dire che in questi ultimi anni abbiamo fatto di tutto, e anche qualcosa di più, per mantenere la nostra città ai livelli che deve avere, e per darle una prospettiva di sviluppo e di innovazione. Non lo dico per me, lo dico per tutti coloro che in questi anni hanno lavorato a questo obbiettivo: sul piano amministrativo, negli uffici, come funzionari, come impiegati. Da tutti è arrivato un contributo importante, che è servito a dare un buon governo a questa città. E sono convinto che questo buongoverno non riguarda solo il passato, ma riguarderà anche il futuro”. (ag)

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