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22/12/2003
Dossier Sole 24 Ore, il sindaco Domenici: “Un primato importante che arriva in un momento di grande trasformazione per la città”
“Questo primato, che riguarda non solo la città, ma tutto il territorio metropolitano, non può che essere un motivo di orgoglio e di soddisfazione collettiva. Non solo per le istituzioni locali, ma per tutte le componenti della società cittadina. Credo però che il fatto che Firenze prevalga in questa graduatoria della qualità della vita sia motivo di soddisfazione più generale, perché Firenze è una città simbolo per l’Italia intera, è una città internazionale e universale”. E’ il primo commento del sindaco Leonardo Domenici sulla prestigiosa annuale pubblicazione del Dossier realizzato dal Sole 24 ore, che vede quest’anno Firenze in testa all’indagine sulla vivibilità nelle province italiane. “Scorrendo il dossier, emerge che il primato deriva da un risultato equilibrato in tutti i diversi campi e questo è un elemento importante – dice il sindaco – . Ancor più importante è che questo riconoscimento giunga in un momento di grande dinamismo e trasformazione per la nostra città, dove sono già partiti o stanno partendo investimenti per oltre cinque miliardi di euro. Ma è altrettanto rilevante, e lo voglio sottolineare, che Firenze sia al primo posto per quanto riguarda l’offerta culturale e il tempo libero, in particolare per l’associazionismo e il volontariato. Firenze e i fiorentini hanno fama di essere un po’ bruschi e diffidenti, ironici su tutto e ipercritici, ma questa è la città in cui invece è più diffusa la rete della solidarietà, dove ci si impegna di più per gli altri, per gli ultimi, per chi è meno fortunato, dove è più forte la spinta alla partecipazione, all’associazionismo solidale e culturale”. Per quanto riguarda la percezione e il giudizio dei cittadini, che è inferiore al dato statistico, il sindaco sottolinea due fattori: “Questo elemento dipende sia dal fatto che il cittadino ovviamente non parte da una visione comparativa delle altre realtà, ma dalla vita quotidiana e dai suoi problemi; sia perché, laddove la qualità della vita è peggiore, il margine di miglioramento è più grande e più chiaramente percepibile. Comunque il nostro impegno è forte anche per far capire e ‘metabolizzare’ i cambiamenti positivi in atto”. “Detto questo dobbiamo guardare anche – aggiunge Domenici – alle carenze e agli squilibri strutturali della città e del suo territorio per poter meglio investire sul futuro. Mi riferisco principalmente a due fattori. Il primo è la diminuzione della popolazione: Firenze, come tutte le grandi città, ha perso abitanti ed ha un alta percentuale di anziani (il che significa comunque che mediamente si vive più a lungo). L’altro fattore è il recupero sulle infrastrutture: in particolare per la mobilità e le aree dismesse. Già stiamo investendo moltissimo, ma è necessario fare di più: in questo senso importante è anche il ruolo del governo, sia per mandare avanti le opere già avviate, sia per perché molti immobili sono di proprietà statale ed è necessario riaprire la discussione sulla loro destinazione”. (ag)

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