Ufficio stampa - Palazzo Vecchio - P.za Signoria, 1 - 50122 Firenze - Tel. 055 27681 - Fax 055 276 8282 - Email: ufficiostampa@comune.fi.it

Scorciatoie - Navigazione del Documento

Scorciatoie - Funzionalità

Percorso: Home > Comunicati Stampa > Altro > Gli auguri alla città del sindaco Domenici nel Salone...
testo piccolotesto mediotesto grandeStampa la pagina RSS Twitter Facebook

20/12/2003
Gli auguri alla città del sindaco Domenici nel Salone dei Cinquecento: "Facciamo in modo che sia un Natale di solidarietà"
Si è aperto con la comunicazione di una notizia positiva, la chiusura dell’accordo sul contratto del trasporto pubblico, il tradizionale saluto augurale che il sindaco Leonardo Domenici ha portato oggi alla città, in un Salone dei Cinquecento gremito di cittadini. “Ci auguriamo che, nonostante le relazioni sindacali siano esacerbate, l’accordo sia accolto positivamente dai lavoratori – ha detto Domenici – E speriamo che le decisioni prese possano portare sollievo e servire a risanare un settore importante come quello del trasporto pubblico”. “E’ necessario lavorare ed impegnarsi per migliorare le cose – ha continuato Domenici - E proprio per questo vorrei soffermarmi su un elemento di riflessione: su quanto sia importante mantenere e consolidare ciò che è pubblico nel nostro paese. Anche in questi giorni, in cui emerge la grave crisi di una grande industria privata, è importante capire che se si destruttura ciò che è pubblico, ne soffrono tutti quanti. E non solo i lavoratori. Oggi è importante comprendere che in realtà la risposta da dare, è far sì che ciò che è pubblico possa continuare a vivere, perché è prezioso per tutti noi. Questo non per affermare la predominanza del pubblico sul privato: ma perché quando il pubblico si indebolisce, anche il privato ne soffre”. “E’ necessario un forte spirito di collaborazione, soprattutto nella nostra città – ha detto ancora il sindaco - una città che ha il primato in Italia nel settore dell’associazionismo e del volontariato. Anche se i fiorentini possono apparire freddi e scostanti, questa è la città in cui invece è più diffusa la rete della solidarietà, dove ci si impegna di più per gli altri, per gli ultimi, per chi è meno fortunato. Io credo che se la città sa lavorare con questo spirito, può ottenere grandi successi”. “Firenze si sta muovendo, le cose si stanno facendo. E non ci sono soltanto quelle in corso, che serviranno a dare una città migliore ai nostri figli e ai nostri nipoti. Ci sono moltissime cose che si sono già realizzate, e che rappresentano anche importanti momenti della vita collettiva: penso all’inaugurazione del Forte Belvedere, al recupero delle Murate (l’ex carcere della città che sta tornando alla vita), al nuovo stadio di atletica; penso al recupero di Palazzo Strozzi con le sue grandi mostre, alla Goldonetta in Oltrarno riaperta proprio ieri, un altro esempio che ci fa capire come la nostra città sia bellissima non solo nei suoi spazi esterni, ma anche nei suoi interni; penso al recupero delle Piagge, ai nuovi asili nido, ai nuovi centri anziani e alla teleassistenza, progetti per sconfiggere la solitudine e per far vivere agli anziani una stagione di serenità”. “Si tratta di passaggi che possono servire a darci stimolo, tutti insieme, per continuare a lavorare per la città. E che abbiamo voluto sintetizzare nel Piano Strategico per l’area fiorentina: uno strumento che vede la partecipazione di tutte le diverse componenti della città. E questo non rinunciando al confronto, ma attraverso la partecipazione democratica dei cittadini. Una partecipazione che è stata allargata anche ai cittadini stranieri, che avranno la loro rappresentanza eletta in consiglio comunale. A questo proposito, voglio ricordare che il prossimo sarà anche un anno di scadenza elettorale, che dovrà essere un momento fondamentale per esercitare il diritto democratico e la partecipazione dei cittadini. Un momento di crescita collettiva e per il nostro sentire di essere cittadini di Firenze” “Questa è anche un città universale – ha proseguito Domenici - come ricordava un mio grande predecessore, Giorgo La Pira, di cui proprio nel 2004 si celebrerà il centenario. Da Firenze ancora una volta deve venire forte e sentito un appello a favore della pace. Perché si può ricominciare a lavorare per la pace, per ritrovare l’autogoverno democratico dei popoli, per la convivenza civile. Come in Irak, e qui il mio pensiero va ai caduti italiani, o come in Medio Oriente. Da Firenze non abbiamo mai smesso di dare il nostro contributo per la ricerca della pace in Medio Oriente: dall’offerta della città come luogo fisico per colloqui e trattative, fino al progetto di una università ‘on line’ italiano-israelo-palestinese che si è cominciato a costruire proprio stamani in Palazzo Vecchio”. Il sindaco ha concluso il suo saluto invitando i cittadini a festeggiare il natale in serenità, ma anche pensando ai meno fortunati. “Facciamo in modo – ha detto - che a Firenze questo sia anche un Natale di solidarietà”. (ag)

«Torna alla lista

Agenda

 

Ricerca risultati

Dal giorno :
Al giorno :
Categoria :
Parole nel testo:
 

Ultimi comunicati