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21/12/2007
“Città e tendenze”. L’assessore Nencini: “Dopo la stagnazione, il 2006 è l’anno della ripresa”. Il PIL pro-capite a Firenze, superiore alla media nazionale
La nostra economia, dal 2001 al 2005, ha fatto segnare una brusca frenata, attraversando un periodo di stasi, il 2006, invece, sarà ricordato come l’anno della ripresa anche per la produzione della ricchezza. È quanto emerge dalla ricerca “Città e tendenze” che ha analizzato le dinamiche economiche del territorio, fiorentino e toscano, durante tutto il 2006, raffrontandole con i dati degli ultimi anni. Il PIL ha superato i buoni risultati del 2005, raggiungendo un risultato che mancava negli ultimi trent’anni. Anche l’indicatore del PIL pro-capite (riferito però al 2005, quindi ad una fase della ripresa ancora non consolidata), evidenzia un clima economico assai favorevole collocando Firenze al sesto posto della graduatoria nazionale con 31.118,00 euro per abitante contro una media toscana di quasi 26.000,00 euro ed una nazionale ancora più bassa 24.152,00. Il risultato viene conseguito, nonostante una flessione del 2,7% rispetto al 2004-2005 che ha comportato la perdita di una posizione nella classifica nazionale. “Nel 2006 il PIL mondiale è cresciuto del 3,9%, nell’Unione Europea del 2,9%, l’Europa monetaria del 2,7%, in Italia del 1,9% ed in Toscana dell’1,7% - ha sottolineato l’assessore all’innovazione e strategie di sviluppo Riccardo Nencini –. L’economia toscana soffre in competitività, la produttività si disperde e non si accumula e questo può dare luogo a preoccupazioni per le dinamiche economiche di quest’anno. Per il 2006, nel differenziale negativo che ci separa dal PIL medio italiano, vi è sicuramente la riduzione del volume di opere pubbliche che la progressiva riduzione della spesa pubblica stanziata per gli investimenti ha determinato e vi è soprattutto una debolezza della capacità dei privati di generare investimenti propri”. La ricerca è stata condotta da un pool di esperti: da Barbara Giannelli, che ha elaborato i testi e da Arianna Guarnieri, Marta Fallani e Valentina Collini che hanno collaborato alla sua realizzazione. “Firenze si mantiene ferma, come negli ultimi anni, nella top ten della distribuzione del PIL pro capite – prosegue l’assessore Nencini –. La propensione al consumo dei cittadini ritrova energia, pur in presenza di una tendenza che pare inarrestabile alla riduzione del potere di acquisto dei salari e dei redditi. Firenze si conferma polo di esportazione verso l’Unione Europea e le aree contigue ma anche verso le aree del dollaro. Esportazioni positive per i settori della meccanica, della meccanica strumentale e della pelletteria, deboli e non competitivi sono risultati l’abbigliamento e le produzioni orafe”. Per quello che riguarda lo sviluppo occupazionale, il settore terziario è quello dove si è concentrato il maggiore incremento. In particolare, nei settori produttivi sono state registrate 5000 nuove posizioni di lavoro autonomo delle 7000 che si sono concretizzate nel corso del 2006; crescono, anche se di poco, le nuove attività artigianali. “Un cambiamento di cui bisogna tenere conto è la mutata identità dei residenti fiorentini; si è ridotta dello 0,25% la presenza degli stranieri ma la percentuale del 9,5% è tale da dover determinare nuove politiche educative sempre più in grado di accogliere i figli delle famiglie dell’immigrazione – ha spiegato l’assessore Nencini –. Anche se in modo contenuto prosegue la tendenza all’invecchiamento della popolazione residente impegnando la Pubblica Amministrazione a politiche di protezione sociale che dovranno misurarsi con la capacità di innovazione essendosi esaurita la possibilità di espansione della spesa sociale”. A Firenze aumenta la percezione dell’insicurezza da parte dei cittadini, nonostante le ricerche indichino che la presenza di illegalità in città è minore rispetto ad altre realtà. La città rimane un ottimo attrattore turistico grazie all’alta qualità culturale offerta e per la presenza delle università, sono circa 35.000 gli studenti fuori sede fra ateneo fiorentino e la rete delle università straniere. “Dallo studio si rileva l’esigenza di perseguire con determinazione l’avviato processo di infrastrutturazione della mobilità dell’ambito urbano fiorentino come condizione prioritaria di sistema per vincere le sfide della competitività – ha concluso l’assessore Nencini –. Produrre maggiore ricchezza è necessario per aumentare la capacità di coesione sociale in una città in profonda trasformazione come la nostra. “Il gioco a ribasso delle politiche nei prezzi dei generi alimentari, arriva ad un capolinea naturale e poi bisogna chiederci cosa fare” ha sottolineato Fabio Picchi presidente Confesercenti Firenze mentre Mauro Fuso della Camera del Lavoro ha rilevato che le “imprese devono reggere il passo on la ripresa economica. I dati occupazionali sono positivi ma notiamo che la retribuzione dell’ora di lavoro è aumentata, percentualmente, meno di quanto è aumentato il costo medio del metro cubo delle abitazioni”. Marco Niccheri della CNA Firenze è intervenuto sulla natura delle imprese, sottolineando che “il manifatturiero è particolarmente presente e molto importanti sono i settori della meccanica e della pelletteria. Da questa ricerca, molto complessa ed analitica emerge una città che, pur legata alle attività tradizionali, si sta spostando verso una realtà post-industriale”. Caratteri generali. Il 2006 è stato per l’economia mondiale, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, un anno di sviluppo sostenuto, dove è proseguito il trend di crescita che aveva contraddistinto il 2004-2005. Il tasso di incremento del PIL, pari al 3,9%, si è attestato su un valore superiore a quello realizzato nel 2005 (3,3%) segnando così uno dei cicli economici più dinamici degli ultimi trenta anni. Questo andamento espansivo è stato reso possibile grazie a una crescita del commercio mondiale del 9,2%, ad un rafforzamento degli investimenti ed a condizioni finanziarie favorevoli. Per la prima volta, dopo molti anni, la crescita ha interessato in modo omogeneo tutte le aree geoeconomiche, anche se sono stati i Paesi emergenti a registrare i tassi di crescita più sostenuti: il Pil della Cina è aumentato del 10,7% rispetto al 2005, quello dell’India del 9,2% e quello della Russia del 6,7%. Situazione in Toscana. Il conto Risorse-Impieghi della Toscana, dopo anni di stasi o di flessione, registra una crescita significativa del PIL regionale. L’incremento dell’1,7% è in linea con la crescita nazionale (1,9%), anche se al di sotto del tasso di sviluppo dell’UE (2,7%). La crescita ha riguardato quasi tutti i comparti del manifatturiero, con maggiori apprezzamenti per la meccanica, la chimica e l’artigianato mentre i settori tessile-abbigliamento, produzione cartaria, mobili e oreficeria sono stati meno dinamici. Meno significativa anche la crescita del valore aggiunto delle costruzioni (3,5%) realizzatasi grazie ad un aumento dei prezzi ma non della produzione (0,3%) che ha pesantemente risentito della stagnazione delle opere pubbliche. Il commercio estero della Toscana nel 2006 è stato contraddistinto da una forte espansione: le esportazioni sono aumentate del 12% rispetto alla una media nazionale del 9% e le importazioni hanno registrato una crescita elevata (9,4%) che, essendo inferiori dell’export, hanno permesso un saldo attivo per il commercio. Situazione a Firenze. Anche l’economia fiorentina ha risentito degli andamenti positivi nazionale e regionale e, al termine del 2006, ha fatto registrare un saldo positivo dell’1,5%, un andamento che è stato evidenziato in tutti i principali settori ad eccezione delle costruzioni: l’agricoltura è passata da un -6,1% ad un +4,4% nel 2006, l’industria dal –2,7% al +1,5%, i servizi da 0% a +1,4%, le costruzioni da +4,1% a +3,2%. Una performance, complessivamente, molto significativa se paragonata alla flessione dell’anno precedente (-0,5%) anche se la crescita toscana (1,7%) e quella nazionale (1,9%) hanno raggiunto risultati ancora migliori. Il 22% del PIL provinciale è stato realizzato grazie soprattutto alle industrie manifatturiere, soprattutto nel settore della meccanica, mentre crescite più contenute hanno caratterizzato le produzioni in metallo, il legno, il mobilio e il settore chimico-farmaceutico. Le industrie della moda sono state contrassegnate da una ripresa moderata soltanto per alcune lavorazioni (tessile, abbigliamento e cuoio). Per quello che riguarda l’export, il maggiore incremento per le vendite è avvenuto verso i Paesi dell’Estremo Oriente ed in particolare modo, verso la Cina, dove le esportazioni, dal 2005 al 2006, sono quasi raddoppiate, grazie soprattutto alla forte crescita delle macchine e apparecchi meccanici. Imprese. Il numero delle imprese presenti a Firenze e provincia, secondo i dati forniti dalla Camera di Commercio, è leggermente aumentato negli ultimi due anni, passando dalle 89.659 (del 2004), alle 89.837 (del 2005), alle 90.869 (del 2006), quindi con un saldo positivo di 1.032 unità, pari all’1,1%. Turismo. Trend positivo per il turismo: l’Indagine dell’Istat ha eletto la Toscana la meta preferita degli italiani nel 2006, mentre la stessa indagine, l’anno precedente, la collocava ala quarto posto. La crescita delle presenze turistiche è stata pari a +7,6% rispetto al 2005 quando il saldo attivo era stato del 3,7%. A livello comunale, le presenze e gli arrivi sono aumentati in tutte le tipologie di esercizi, anche se con un ritmo leggermente inferiore rispetto all’andamento provinciale. Le strutture extra-alberghiere (tipo agriturismi e campeggi) sono state più gettonate rispetto agli alberghi (circa il triplo). Nonostante la crescita abbia interessato sia gli italiani che gli stranieri sono stati questi ultimi che, in valore assoluto, hanno inciso maggiormente, privilegiando gli alberghi dove le presenze straniere sono state più del doppio di quelle italiane. L’ottima annata turistica si è tradotta in un vero e proprio boom delle presenze nei musei statali fiorentini. I dati della Soprintendenza hanno indicato un incremento di 387.000 visitatori durante il 2006. In cima alle preferenze ci sono sempre gli Uffizi, con oltre 1.600.000 visitatori e un incremento annuo del 24%. Anche la Galleria dell’Accademia (il secondo museo più frequentato dopo gli Uffizi) ha fatto registrare un aumento dei visitatori del 5,1%, molto bene anche il museo del Bargello (18,0%). Stabili le Cappelle Medicee e la Galleria Palatina. In controtendenza, i musei comunali che a fine 2006 hanno registrato una flessione complessiva del 5,5%. Firenze, secondo la ricerca del Sole 24 Ore, è risultata la città più ambita dagli italiani, in cima alle preferenze per vivere, con l’11,9% delle preferenze. Occupazione. Nel complesso su base provinciale, il buon trend economico si è tradotto in un aumento occupazionale dell’1% dei dipendenti e del 6% dei lavoratori autonomi. Popolazione. I residenti a Firenze sono in leggero calo: 365.966 nel 2006, 366.901 nel 2005 e 367.536 nel 2004. Stesso andamento anche per la natalità: 2.855, 200 nuovi bambini in meno rispetto al 2005. Gli ultrasessantenni sono il 30,8% della popolazione totale, complessivamente sono più longeve le donne, il quartiere più popoloso si conferma il n. 5, (Rifredi-Le Piagge) con 103.410 abitanti, gli stranieri residenti in città sono 34.939 pari al 9,5% della popolazione totale e l’etnia più presente è quella cinese (4.086 contro i 3.990 albanesi, 3.262 filippini e 2.928 rumeni). Si tratta di un fenomeno in progressivo aumento che supera, in percentuale, la media nazionale: un immigrato ogni 10,5 residenti a Firenze contro un immigrato ogni 19 residenti in Italia. Per quello che riguarda il mercato immobiliare, la zona dell’Isolotto-Pisana è quella che ha i prezzi meno cari (mediamente, da 2.840 a 3.600 euro al metro quadro a seconda dello stato dell’immobile) e quella del Viale dei Colli-Poggio Imperiale si conferma la più signorile (con prezzi che oscillano tra i 4.400 ed i 6.575 euro). La stessa distinzione si riflette anche per gli affitti e, nel complesso, a Firenze un appartamento di 60-70 metri quadri costa 742 euro al mese (ma può arrivare anche a 900 euro) mentre uno più grande, di 80-90 metri quadri, costa, mediamente, 926 euro (con punte anche di 1.200 euro). In linea generale, occorre più tempo per vendere un appartamento e sono più numerose le abitazioni non affittate. In sensibile aumento il numero dei laureati: 6.901 per l’anno accademico 2004/2005, 9.115 per quello successivo e 9.512 per l’anno accademico 2006/2007. Conclusioni. Le previsioni per il prossimo futuro delineano, a livello nazionale, uno scenario di crescita moderata, potenzialmente frenata da un rallentamento dell’economia statunitense per la flessione del mercato immobiliare: ne dovrebbe scaturire un rinnovato rialzo del rapporto euro-dollaro e l’export dei prodotti europei dovrebbe essere trainato dall’economia tedesca. Il tasso di crescita del PIL toscano dovrebbe registrare una flessione, passando dall’1,7% a fine 2007 all’1,5% nel 2008: nonostante il buon andamento previsto per esportazioni, turismo e investimenti, la stagnazione della domanda interna e la forte dipendenza dall’estero costituiranno ostacoli alla crescita economica toscana. Tra i vari settori, quello industriale sembra destinato a proseguire la fase di espansione del 2006, con particolare crescita della meccanica, mentre la produttività del terziario continuerà ad aumentare a ritmi molto moderati. Questo andamento si rifletterà, nelle previsioni, anche in ambito locale. Alla fine del 2007 la crescita del PIL a livello provinciale sarà inferiore rispetto al 2006 con un conseguente contrazione delle esportazioni, dei consumi e del reddito disponibile delle famiglie. Il rallentamento dovrebbe estendersi ad ogni macro-area: quindi al terziario, all’industria ed anche alle costruzioni che proseguiranno quindi la loro fase di decelerazione. Tuttavia il 2007 dovrebbe configurarsi solo come un anno di transizione che porterà a un rinnovato slancio produttivo nel 2008. Tutti e quattro i partecipanti alla presentazione della ricerca, hanno sottolineato l’importanza di un’infrastruttura come la tramvia per la città di Firenze e “l’inutilità di tutta la sequela di aride critiche che vengono mosse contro”. (uc)

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